La Ricostruzione di uno Stenopterygius: Dalla Lastra di Pietra allo Scheletro in 3D
Esemplare:
- Stenopterygius quadriscissus
Giurassico Inferiore
Holzmaden-Germania
Lunghezza montato 270 cm
Larghezza montato 90 cm
Preparatori:
- Manfredi Musumeci
- Noah Elzeri
- Tullio Perentin
- Paolo Cinquemani
Montaggio:
- Darko Fonda
Tempo di lavorazione:
- 80 giorni
Un lavoro straordinario
Il risultato non può che stupire. Che siate esperti, collezionisti, tecnici o semplici curiosi, trovarsi di fronte allo scheletro tridimensionale di un rettile marino vissuto 180 milioni di anni fa è un’esperienza unica.
Lo Stenopterygius quadriscissus, il cui nome significa “pinna stretta”, era un ittiosauro di medie dimensioni con pinne allungate e un cranio affusolato, dotato di piccoli denti. Oggi, grazie all’esperienza e alla precisione dei nostri tecnici, ha ripreso forma presso Zoic.
Un progetto ambizioso
L’estrazione e la preparazione dei fossili di Holzmaden è un lavoro complesso: la matrice è costituita da un calcare laminato, scuro, duro e ricco di pirite, che rende il recupero dei reperti particolarmente impegnativo.
Gli ittiosauri ricostruiti tridimensionalmente sono rari, e per questo è stato fondamentale analizzare con attenzione la disposizione delle ossa all’interno della lastra e verificare la completezza dello scheletro. Un passaggio essenziale per prevedere il risultato finale e impostare il lavoro di estrazione.
Sfatiamo un falso mito: trovare un fossile completo e ben conservato è un evento eccezionale
L’estrazione delle ossa dalla matrice rocciosa
Dopo aver studiato la posizione dello scheletro, è iniziato il delicato processo di estrazione. Utilizzando micro scalpelli, ogni osso è stato progressivamente liberato dalla roccia con estrema precisione. Questa fase, lunga e complessa, ha permesso di redigere uno schema dettagliato delle ossa disponibili, essenziale per la successiva ricostruzione tridimensionale.
Una volta estratte, le ossa sono state sottoposte a una pulizia accurata per rimuovere i residui di roccia e consolidare le parti più fragili. Le fratture sono state restaurate con materiali compatibili, sempre nel rispetto dell’integrità originale del fossile.
E per le ossa mancanti? La loro ricostruzione è una fase delicata che richiede ore di studio sulla morfologia dell’animale. L’esperienza e la consultazione della letteratura scientifica sono fondamentali per garantire un risultato accurato
Il montaggio in 3D dello scheletro
Oltre alla preparazione delle ossa, un altro aspetto cruciale è stato il montaggio tridimensionale. Non si tratta solo di assemblare le ossa, ma di ricreare una postura realistica e dinamica, che restituisca la vitalità dell’animale in movimento.
Il montaggio è un lavoro di squadra: si discute, si confrontano ipotesi, si studiano i pesi e la stabilità della struttura. Alcune parti vengono integrate direttamente nella struttura di supporto per facilitarne il trasporto e garantire la sicurezza del reperto.
Il nostro obiettivo? Realizzare uno scheletro fedele alla realtà anatomica, ma anche esteticamente accattivante. Questo è uno degli elementi distintivi del nostro lavoro: i montaggi Zoic si caratterizzano per le posture dinamiche e realistiche, che danno nuova vita a questi antichi predatori.
Parte del lavoro di assemblaggio e realizzazione della struttura avviene in corso d’opera, alcune parti dello scheletro vengono integrate direttamente nella struttura per consentire un facile e sicuro trasporto. Si procede alla realizzazione del supporto, allo studio dei pesi in base alla postura scelta, e alla creazione degli innesti necessari a contenere le ossa singole. Un lavoro paziente e meticoloso che spesso va rivisto e ricalibrato in corso d’opera per creare uno scheletro tridimensionale fedele nei movimenti alla realtà.
Il risultato? Straordinario.
Dopo 80 giorni di lavoro, lo scheletro dello Stenopterygius è pronto per essere ammirato. Un’opera che lascia senza fiato e che racconta la storia di un passato lontano milioni di anni.

