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Big Sara
Marzo 16, 2026

Il grande Allosaurus lavorato da Zoic oggi in mostra all’Etches Collection.

Un dinosauro preparato nei nostri laboratori ora esposto al pubblico nel Dorset, Regno Unito.

“Big Sara” rappresenta il più grande dinosauro mai esposto all’Etches Collection e offre ai visitatori un incontro ravvicinato con uno dei grandi predatori del Giurassico. 

C’è un momento molto speciale nel lavoro con i fossili: quello in cui un esemplare, dopo anni di studio, preparazione e ricostruzione, trova finalmente la sua collocazione davanti al pubblico.

È esattamente ciò che sta accadendo con “Big Sara”, uno spettacolare scheletro di Allosaurus sp., oggi in esposizione temporanea presso The Etches Collection – Museum of Jurassic Marine Life, nel Dorset, nel Regno Unito.

Il dinosauro è stato concesso in prestito al museo per due anni da The Richmond Group, permettendo ai visitatori di osservare da vicino uno dei più iconici predatori del Giurassico. 

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Per Zoic questa esposizione rappresenta un motivo di grande orgoglio: l’esemplare è stato lavorato, montato e ricostruito nei nostri laboratori tra il 2019 e il 2020, attraverso un processo che ha richiesto preparazione paleontologica, ricostruzione anatomica e progettazione espositiva.

Un grande predatore del Giurassico

“Big Sara” è uno scheletro di Allosaurus sp., uno dei dinosauri carnivori più noti del Giurassico superiore.

L’esemplare proviene dalla celebre Morrison Formation del Wyoming, negli Stati Uniti, ed è datato a circa 150 milioni di anni fa.

Con una lunghezza di quasi 10 metri e un’altezza superiore ai 3,5 metri, rappresenta uno degli esemplari più imponenti mai esposti nella regione del Dorset e il più grande dinosauro mai presentato al pubblico presso l’Etches Collection. 

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Secondo il museo, si tratta inoltre del primo grande dinosauro teropode ospitato nelle loro gallerie e dell’unico vero scheletro di Allosaurus attualmente visibile nel Regno Unito. 

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Il lavoro dietro uno scheletro museale

Quando un grande dinosauro entra in un museo, il pubblico vede il risultato finale: una struttura imponente che restituisce immediatamente l’immagine di un animale vissuto milioni di anni fa.

Dietro quella presenza scenica esiste però un lungo lavoro tecnico.

Tra il 2019 e il 2020, Zoic ha seguito il processo di lavorazione dell’esemplare, occupandosi della preparazione, della ricostruzione delle parti mancanti e del montaggio dello scheletro, con l’obiettivo di ottenere una struttura stabile e una posa dinamica scientificamente leggibile.

Come spesso accade con grandi vertebrati fossili, lo scheletro combina ossa originali con parti ricostruite nelle aree mancanti, una pratica che consente di restituire al pubblico una visione completa dell’animale mantenendo la distinzione tra materiale autentico e integrazioni. 

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Questo tipo di intervento richiede una combinazione di competenze diverse:

  • preparazione paleontologica
  • ricostruzione anatomica
  • ingegneria strutturale
  • progettazione espositiva

Tutti elementi che permettono a un fossile di passare dal laboratorio alla dimensione museale.

Dal laboratorio al museo

Dopo aver attirato interesse internazionale negli anni precedenti, l’esemplare è stato acquisito da The Richmond Group, che ha scelto di renderlo accessibile al pubblico attraverso il prestito al museo.

Questo passaggio rappresenta un momento fondamentale nella vita di un grande fossile: quando un reperto diventa esperienza culturale e scientifica per il pubblico.

Per chi lavora con questi esemplari, vedere il risultato finale in un museo è uno dei momenti più gratificanti.

Significa sapere che il lavoro svolto in laboratorio contribuisce a creare un incontro diretto tra il pubblico e la storia profonda della vita sulla Terra.

Il valore del lavoro paleontologico

Per Zoic, progetti come questo rappresentano perfettamente una parte centrale della nostra attività.

Il nostro lavoro consiste anche nel preparare, ricostruire e montare esemplari paleontologici di eccezionale importanza, accompagnandoli verso destinazioni museali o collezioni che ne permettano la valorizzazione culturale.

Tutti i reperti vengono trattati nel rispetto di una filiera di acquisizione responsabile e conforme alle normative che regolano il commercio dei fossili, garantendo trasparenza e tracciabilità.

Quando un dinosauro come “Big Sara” trova spazio in un museo aperto al pubblico, il nostro lavoro acquisisce una dimensione ulteriore: quella della divulgazione scientifica e della valorizzazione della storia naturale.

Un dinosauro che continua a raccontare la sua storia

Oggi “Big Sara” accoglie i visitatori dell’Etches Collection offrendo uno sguardo diretto su uno dei grandi predatori che popolavano il pianeta circa 150 milioni di anni fa.

Per noi è motivo di grande soddisfazione sapere che un esemplare lavorato nei nostri laboratori possa essere osservato e ammirato da migliaia di visitatori.

In questo senso, “Big Sara” non è soltanto un grande dinosauro in mostra.

È il risultato di un percorso che unisce ricerca, competenza tecnica e visione museale — un percorso che permette a un fossile straordinario di continuare a vivere nello spazio pubblico, generando meraviglia, conoscenza e curiosità verso la storia della vita sulla Terra.

www.theetchescollection.org

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